Tutta un’altra cosa

Molti considerano la metafora come un un artificio retorico, qualcosa insomma che ha più a che vedere con il linguaggio di specie che con quello comune. Invece la metafora si usa ovunque nel linguaggio quotidiano, talvolta anche nel pensiero e nell’azione: oserei dire che il nostro comune sistema concettuale, in base al quale pensiamo ed agiamo, è di natura metaforica.

Quanti di noi ricordano che la linea di confine, tra la fine della prima e l’inizio della seconda repubblica, fu tracciata proprio dalla scesa in campo del cavaliere nell’agone politico utilizzando proprio una metafora: “guiderò l’Italia come un’azienda”, dichiarò il Silvio nazionale.

Qualcuno da sinistra provò a storcere il naso di fronte ad una dichiarazione così “stupidamente moderna”, dimenticando che l’Italia, e non solo, usciva dal decennio “edonista” nel quale si era spinto il piede sull’acceleratore di un processo cominciato già dal 1978, all’indomani della uccisione di Aldo Moro.

Il craxismo piduista, depotenziato dai fatti di tangentopoli, cercava un erede, un successore al quale passare il testimone. Lo trovò in Silivio Berlusconi. Chi più di lui avrebbe potuto continuare l’opera di demolizione del vecchio modo di fare politica quello fatto di sovrapposizione tra interesse collettivo ed interesse individuale, quello che… la rivendicazione di tutti porta dei benefici anche a me.

Oggi il cavaliere, dopo aver quasi totalmente sfasciato lo stato, ha saltato l’ostacolo. L’interesse collettivo non è più un pretesto per gli interessi personali, bensì il contrario. Da qui le leggi ad personam sbandierate come una lotta di libertà per tutti i cittadini affrancati dalle regole del gioco di una società civile e democratica.

Viene da chiedersi perchè tanto stupore a causa di un decreto salvafondelli per gli errori di un dirigente di partito che è convinto di far parte di un’azienda (l’azienda Italia appunto) che reputa, in cuor suo, una vera rottura di palle, una formalità burocratica inutile, l’adempimento della presentazione delle liste e dell’elenco dei sottoscrittori. Meglio andare a mangiare, fanculo lo stato rompicogloni e le sue regole!

Spesso si dimentica che Berlusconi non ha nessuna cultura politica, non ha frequentato nessuna sezione di partito, semmai ha frequentato altri tipi di ambienti, tutt’altro che politici. Per carità, tutti possono sbagliare. Ma la politica (quella vera) ha i suoi modi e i suoi tempi.

Stupisce, piuttosto, il comportamento del presidente Napolitano che, all’indomani della esclusione dalle liste del Pdl, avrebbe dovuto convocare al colle il presidente Berlusconi e consigliargli di riferire in parlamento, scusarsi per l’accaduto e proporre uno slittamento della tornata elettorale di due settimane per dare il tempo ai suoi dirigenti di sistemare tutti gli atti amministrativi necessari.

Ma forse siamo già nella terza repubblica quella dell’eroe nazionale che ha un aiutante che mira a diventare come “il capo”, sprezzante delle regole e senza rispetto alcuno per “l’institutio” che è ciò che sta alla base di una disposizione, quindi la regola o l’ordine stesso, e poiché dare ordine a qualcosa equivale a formarla, un’istituzione indica la formazione di qualcuno, la sua istruzione o la sua educazione. Se ce l’ha.


Bob Dylan – Only a pawn in their game


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La musica in viaggio – 9 marzo 2010

Elio e le storie tese – Storia di un bellimbusto
Electric light orchestra – Don’t bring me down
Roxette – You don’t understand me
Mariah Carey – I want to know what love is
Hoobastank – You need to be here
Badly Drawn Boy-Another devil dies
Neja – I’ll fly for you
Anita Baker – Been so long
Michael Jackson – Push me away
Jane Monheit – A primeira vez

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Brucia la terra

Piace, da queste parti, la Piccola Orchestra Avion Travel. Ancor di più questo “amico magico” che sembra avvolgere un’idea di antico e fantastico al tempo stesso. Come sempre gli Avion ci fanno respirare la parte migliore della melodia mediterranea senza soprusi ed eccessi. Sono gli unici che possono fregiarsi di una capacità interpretativa unica e magica; quella di riuscire ad unire, col solo ascolto musicale, i vari campi dello spettacolo. Il teatro, il cinema, la musica e vita (quella più impalpabile) sembrano accavallarsi quasi a girare un coltello nella piaga aperta dal sound elegante e dagli arrangiamenti crudi. Insomma come sempre buona parte del disco, gli Avion, la lasciano scoprire a chi ascolta, chi è disposto a lasciarsi trascinare dal mood sanguigno e passionale. Provate ad ascoltare questo CD lasciando andare immagini in bianco e nero dei neorealisti italiani. Scoprirete come si fa musica visionaria e travolgente. In un panorama musicale codificato -che è “quello che è”- vi accorgerete che qui la forma viene dopo, molto dopo, la sostanza. Mamma RAI, però, da questo orecchio sembra non sentirci. Stateve ‘bbuone.


Nino Rota- L’amico ritrovato


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links for 2010-03-08

  • Già direttore della Stampa, editorialista del Corriere della Sera e di Repubblica, era nato a Roma nel 1926. Aveva ricoperto anche l'incarico di ministro per i Beni culturali nei governi presieduti da Amato e Ciampi
  • Lettera di Sandro Bondi al Direttore di Repubblica.
    Gentile direttore, il suo giornale, come pure il settimanale del suo gruppo editoriale, l’Espresso, e il quotidiano l’Unità, si ostinano da giorni a offrire ai lettori una rappresentazione distorta della realtà. Dalla lettura dei vostri articoli risulterebbe infatti …
  • Due giovani burocrati perfetti per un film dei fratelli Coen, un ministro che vince la paura di volare e un portavoce che fuma sigari all’Havana. Ménage à quatre alla Cultura
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links for 2010-02-25

  • Con la sentenza nr. 4375, la Corte di Cassazione ha stabilito che le aziende non possono installare software in grado d controllare i PC dei dipendenti durante l’orario di lavoro, anche solo per accertarsi che non vengano effettuate sessioni di navigazione in rete non autorizzate.
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links for 2010-02-19

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links for 2010-02-15

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La musica in viaggio – 8 febbraio 2010

Zero 7 – Swing
David Guetta – When love takes over
Elisa – Wild horses
Regina Spektor – That time
Guns N’Roses – Don’t cry
Mark Knopfler – Going home
Peter Gabriel – More than this
Muse – The resistance
Muse – Uprising
Tina Turner – Steamy windows

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links for 2010-02-03

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la vita, la morte e… un miracolo

A volte sembra che a guardare le cose troppo da vicino si rischia di averne una visione aberrata e fuorviante. Da sempre il progresso ci ha portato ad analizzare sempre più a fondo ciò che ci circonda. Solo che per farlo bisogna guardare da vicino i fenomeni e le mutazioni. Se dal lato scientifico questo è stato sicuramente un vantaggio per altri aspetti, puramente emozionali, può diventare forse controproducente.

Da sempre credo che coloro che vivono nelle certezze assolute siano dei cazzari da accompagnare gentilmente “affanculo” ancor prima che riescano ad aprire la bocca. E chi vive di certezze, per forza di cose, è convinto di conoscere i limiti e i confini tra una scelta e l’altra.

Ma cos’è un limite se non una separazione netta tra due spazi, due possibilità? La politica ha iniziato la sua involuzione soprattutto da quando la società l’ha spinta ad affrontare problemi ben diversi dal “pagare le tasse” oppure da quello del “lavoro” che manca in questo paese. Questi sono problemi cosiddetti “tecnici” e come tali vanno affrontati e risolti. E quanto più li guardiamo nei dettagli, meglio è per tutti. Vorrà dire che ne avremo una visione finalmente obiettiva sulla quale basare le scelte future per il benessere del nostro paese.

Ho, invece, l’impressione che altre problematiche vadano osservate nel loro insieme e non nei loro dettagli, pena il rischio di perderne l’essenza e il significato.

Sono anni che si discute di vita, di morte e si sessualità.

Stiamo guardando talmente da vicino il confine tra “una vita” e una “non vita” che quella linea si è sfocata, proprio come avviente quando si fa uno “zoom” su di essa. Non riusciamo più a distinguere tra un embrione e una vita. O se un embrione è “già” una vita di per sè. La destra ha già risolto il problema lasciando sciogliere l’enigma dal Vaticano. Il centro-sinistra “naviga a vista” dentro questa “linea di confine” senza decidere.

Stessa cosa dicasi per la morte, o meglio l’eutanasia. La destra segue i dogmi dettati dai poteri ecclesiastici, sicura di essere “ricompensata” dall’elettorato cristiano. Il PD cincischia, ciurla nel manico e mente spudoratamente a giorni alterni cercando di non perdere capra, cavoli e “binetti”. La linea di confine tra la vita e la morte per loro è ormai diventata una vera e propria foresta inesplorata di fronte alla quale neanche la bussola della ragionevolezza può aiutarli. 

Altro tema è la sessualità. Qui la destra, temendo gli anatemi di chi gli strizza loro l’occhio dall’alto del colle “papalino”, tende a nascondere i propri vizi dietro un’ipocrisia putrida e vergognosa. Il culto “machista” berlusconiano parla da sè. La sinistra democristiana scimmiotta, per la verità piuttosto malamente, la classe dirigente liberista fino a non distinguere più tra asessualità, bisessualità, eterosessualità e omosessualità. 

Qualcuno a “sinistra” dimentica che questi temi devono essere “spazio di libertà”, fuori da ogni vincolo legislativo e politico. La libertà di coscienza ha funzionato per la leva militare e deve funzionare anche “dentro la vita privata” di ogni singolo cittadino. I drammi e le scelte da sempre fanno parte di un universo dentro il quale ognuno può e deve poter scegliere “se” mettere al mondo un figlio o mettere fine alla propria esistenza. Deve poter vivere la propria sessualità senza discriminazioni e senza disagi o imbarazzi di sorta.

Ma sembra che un bella fetta di italiani che si definiscono “di sinistra” amino avere “due piedi in una sola scarpa”.


Faultline


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