“un posto al sole”

Mentre scrivo sto ascoltando l’intervista che D’Alema ha rilasciato a Zoro alla Festa del tesseramento del PD. Non c’è uno straccio di progetto politico in quello che dice ma un’unica ossesssione: battere Berlusconi, anche a costo di allearsi con Satana.
Sull’altro monitor scorrono le news in temporeale: “35 anni perde il lavoro e si dà fuoco: morto”.
Ma che cazzo dice questo? Che il PD non ha perso in Puglia e che il partito dei Veltroni, Bersani, Bindi, Binetti e compagnia bella è l’unica strada per ridare dignità a questo paese!?!? E lo dice sorridendo, come sa fare solo lui!
Poi penso che mi trascino i miei 48 anni e, insieme a loro, 4 anni di sindacato e 4 anni di politica attiva. Come tutti ho visto questo paese marcirsi nelle sue strutture. E non mi riferisco a quelle istituzionali, quelle sono marce da tempi immemori. Mi riferisco ai rami giovani quelli che domani avrebbero dovuto darci i frutti migliori. Da sindacalista e da militante ho puntato tutto sui giovani. Ho visto ergersi le barricate fatte da teste canute, sorrisetti compiaciuti di chi sa che per vincere non ha neanche bisogno di combattere. Ho conosciuto giovani con le capacità e la voglia di cambiare davvero la politica, le istituzioni, la società. E di difendere questo straccio di cultura che ci rimane. Ho creduto in loro come l’unica via di fuga possibile dalla catastrofe. Li ho visti riconoscere la bravura e cedere il passo al più bravo di loro, sostenerlo nel percorso. Ho visto la loro intelligenza impastarsi al pessimismo per poi rinascere al mattino dopo. Poi li ho visti spegnersi dentro. Li ho portati nell’angolo come per proteggerli e per dargli acqua come si fa su un ring. Ho detto di non mollare e di crederci. Ma vedevo affievolirsi la loro fantasia e la loro convinzione. Ho lottato nelle stanze dei bottoni per loro e con loro. Abbiamo perso ma per un pò ci abbiamo creduto.
Poi li ho visti fare la peggiore delle cose. Adeguarsi. Giocare di rimessa. Parlare senza dire niente.
Li ho visti sorridere, come sta facendo D’Alema.


Romeo and Juliet


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