Da troppe parti mi arrivano inviti a votare domenica 25 alle primarie del PD.
Stanco di spiegare i perchè del mio rifiuto li scrivo qui a futura memoria.
Odio i pentimenti e, dunque, cerco semplicemente di evitarli.
Ma come si fa, dico io, a partecipare alla elezione di un segretario di un partito che annovera tra i suoi dirigenti, parlamentari omofobi come la Binetti? E poi dovrei dare un voto a chi? A uno come D’Alema che imbastisce giochi come la Bicamerale per rafforzare le unità di intenti liberiste del cavaliere – gioco ripreso da un’altro personaggio illustre del Pd come Veltroni – e a portare acqua ad un partito che elenca gente come Violante che dichiara apertamente come, all’epoca, furono date garanzie a Berlusconi che non avrebbe perso il controllo delle reti Mediaset? Di gente che vive di “bipolarismo consociativo” usandolo come strumento di equilibrio politico istituzionale come fosse una carta costituzionale?
No, grazie non ci sto.
Non ci sto a tirare le fila di coloro che prepararono e sostennero l’intervento militare della NATO in Kosovo e che continuano a votare a favore delle missioni militari in Afghanistan.
Di gente che utilizza il nome di uomini come Gobetti per propagandare presunte rivoluzioni liberali che in realtà nascondono un vero e proprio abbandono del principio dell’uguaglianza, svuotando di qualsiasi significato l’azione politica della sinistra.
No. Non ci sto a partecipare a questa farsa di gente che non ha neanche i “prerequisti” democratici necessari per esercitare l’arte della politica.
Tutti pronti sulla linea, Bersani, Franceschini e Marino. Chi perde va via, verso altri lidi. Vedrete.
Comunque vadano queste primarie, sarà un disastro. Mentre il cavaliere se la gode.
In tutti sensi.
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